Economista, una professione internazionale. Incontro degli studenti con la Confederazione Italiana Agricoltori

Economista, una professione internazionale. Incontro degli studenti con la Confederazione Italiana Agricoltori

Venerdì 26 maggio, presso l’aula di sociologia della Palazzina Tumminelli, si è svolto un incontro intitolato “Economista, una professione internazionale” dedicato principalmente agli studenti e laureandi di Scienze Politiche – Relazioni Economiche Internazionali e Analisi Economica delle Istituzioni Internazionali. L’evento fa parte di una serie di incontri tra studenti e rappresentanti delle istituzioni private e pubbliche di Roma, e ha come finalità la presentazione degli sbocchi professionali dei corsi di laurea sopra enunciati, oltre che la presentazione del ruolo dell’economista nell’analisi dei mercati internazionali e del commercio agricolo.

L’incontro è stato presieduto dalla Dottoressa Cristina Chirico, responsabile dell’Ufficio Internazionale presso la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA), che ha illustrato agli studenti le opportunità degli economisti anche nel campo agroalimentare. Il corso di laurea in Scienze Politiche, indirizzo internazionale, grazie alla sua flessibilità e multidisciplinarietà (connubio tra Economia e Giurisprudenza) offre notevoli vantaggi in termini lavorativi ai laureati. Uno degli ambiti che mette a disposizione più opportunità lavorative agli economisti è sicuramente quello agroalimentare, che oggigiorno sta assumendo un’importanza sempre più rilevante. Per questo la Dottoressa ha fornito agli studenti alcuni consigli e spunti, come scegliere bene l’argomento della tesi, con argomenti nuovi o di importanza rilevante come quello agricolo.

La Confederazione Italiana Agricoltori è una delle più grandi organizzazioni professionali agricole europee (ha una sede di rappresentanza a Bruxelles presso l’Istituzione Comunitaria) e cura il campo internazionale più di altre associazioni. Il suo core business è la tutela degli interessi, soprattutto economici, delle imprese agricole. Tali imprese, oltre al normale rischio di mercato, affrontano anche il cosiddetto rischio naturale, come ad esempio le intemperie o il problema dei cambiamenti climatici. Per un economista questo campo è ricco di opportunità, derivanti proprio dai rischi caratterizzanti le imprese agricole. Per questo l’economista dovrebbe concentrarsi sull’analisi dei rischi, soffermandosi in particolare sull’analisi dei flussi dei beni, sulle speculazioni finanziarie applicate ai prodotti agricoli e soprattutto sull’analisi dei prezzi. Il tema “prezzo” al giorno d’oggi ha un valore determinante dal punto di vista macroeconomico, microeconomico e dello sviluppo; un prezzo alto delle derrate agricole porta sicuramente alla crisi dei paesi in via di sviluppo che sono costretti ad importare le risorse dai paesi esportatori, come l’Italia. L’economista trova così un immenso campo d’analisi in queste tematiche, che gli permettono di dare un contributo aggiuntivo.

Un altro tema rilevante, che dovrebbe essere sfruttato dagli economisti per fini lavorativi è sicuramente quello del commercio internazionale, che presenta molteplici concetti da approfondire. Infatti l’UE oggi sta rivedendo determinati accordi in ambito agricolo per i Paesi in via di sviluppo, tra i quali vi sono gli accordi EBA e ciò potrebbe essere oggetto del lavoro per un economista. Inoltre, discostandosi dall’ambito prettamente economico, in campo giuridico ci si può soffermare sulle contraffazioni e frodi agroalimentari, che hanno una portata travolgente. A questo proposito, un economista potrebbe approfondire la tematica del confronto tra gli Stati per la regolamentazione del commercio internazionale e la lotta ai fenomeni di frode, oltre alla tutela del valore del Made in Italy.

Una grande associazione come la CIA, che potrebbe essere un importante sbocco lavorativo per un economista, ha competenze specifiche internazionali: collabora con le altre associazioni internazionali (FAO, IFAD), segue da vicino il filone della cooperazione dello sviluppo agricolo (In particolare in America Latina e in Africa), promuove l’Italia nel mondo grazie alla collaborazione con partner di prestigio (con attività di formazione) e svolge attività di lobbying per la tutela in campo agricolo. A questo proposito, come sottolineato dalla Dottoressa Cristina Chirico, un economista dovrebbe soffermarsi su tematiche nuove o poco regolamentate, come il commercio online dei prodotti agricoli o la tutela assicurativa per i rischi naturali e climatici. E’ compito dei neolaureati, perciò, cercare di sfruttare al meglio tutte le opportunità che il proprio corso di studio offre; il settore agricolo e agroalimentare è certamente un punto di partenza promettente per i futuri economisti.

Maria Rita Zedda

Intervista a Cristina Chirico, responsabile dell’Ufficio Internazionale della CIA

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