Economia, etica e finanza si ritrovano alla Sapienza

Economia, etica e finanza si ritrovano alla Sapienza

Lunedì 27 maggio alle 15.00, presso la Sala convegni “Pietro Onida” dell’Edificio di Economia, si è tenuta la prima delle due giornate del convegno “Economia, etica e finanza”, organizzato dall’associazione culturale “Nuova Accademia” in collaborazione con la Fondazione Roma Sapienza. Numerosi i temi trattati durante l’evento e gli spunti proposti da economisti provenienti da diverse università italiane. Tema centrale delle discussioni è stato il distaccamento, avvenuto da alcuni anni a questa parte, dell’etica dalla sfera dell’economia e della finanza. Tale accadimento è stato analizzato da diverse prospettive disciplinari, analizzando i rapporti tra aspetti e comportamenti etici da un lato, e la complessa relazione tra paradigmi teorici dell’economia e comportamenti degli operatori economici dall’altro.

In apertura Lorenza Paoloni, dell’Università del Molise ha affrontato con ampia documentazione il tema dei diritti dei contadini, in merito alla diatriba europea avvenuta a fine 2018. Il 19 novembre scorso infatti, a New York il Comitato per gli affari sociali, umanitari e culturali dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato il testo della Dichiarazione per i diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano nelle aree rurali. Il testo si propone di riconoscere e proteggere le popolazioni che vivono e lavorano in ambito rurale, più soggette alla povertà, alla fame, agli effetti del cambiamento climatico.

Inoltre, di particolare rilievo l’intervento del professore di economia politica Leonardo Ditta dell’Università di Perugia. Nel corso del suo intervento il docente ha analizzato la relazione tra etica ed economia sviluppata da Amartya Kumar Sen, Premio Nobel per l’economia 1998. Riprendendo le teorie dell’economista indiano, pone l’accento sui limiti dell’approccio mainstream dell’economia moderna nel consentire una piena comprensione della realtà. Limiti che infatti egli attribuisce proprio all’assenza, nell’analisi, di ogni considerazione etica. Secondo Sen infatti una giusta lettura della realtà passa attraverso il reinserimento dell’etica nella sfera economica.

Ditta ricorda che l’evoluzione storica dell’economia moderna è avvenuta all’interno dell’etica. Nasce proprio come un ramo di questa, trasformandosi soltanto in un secondo momento e venendo identificata con quello che Sen chiama “Approccio Ingegneristico”. Ma la vicinanza di questi due campi, ormai apparentemente polarizzati, è riconducibile addirittura ad Aristotele. E allora è solo riallacciandosi all’albero che l’ha originata che l’economia potrà trarre nuova linfa vitale per i cicli che verranno.

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