Disciplina e pratica delle consultazioni pubbliche: regole ed esperienze del Governo italiano

Disciplina e pratica delle consultazioni pubbliche: regole ed esperienze del Governo italiano

Martedì 21 maggio 2019, presso l’aula Oriana del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza, si è tenuto il terzo incontro del ciclo di seminari con esperti su “Le consultazioni pubbliche: un istituto di partecipazione popolare nella esperienza italiana e in quella dell’Unione europea“, organizzati dall’Unità di Ricerca EUPoliS nell’ambito del corso di Diritto costituzionale italiano e delle Istituzioni dell’Unione europea (Prof.ssa Paola Marsocci), in collaborazione con la cattedra di Comunicazione sociale ed istituzionale (Prof.ssa Franca Faccioli).

In particolare esso ha visto la partecipazione della dottoressa Silvia Paparo, del Dipartimento Riforme istituzionali – Presidenza del Consiglio dei Ministri, e  del dottor Stefano Pizzicannella, del Dipartimento della Funzione pubblica – Presidenza del Consiglio dei Ministri. Entrambi hanno fatto chiarezza sul tema delle consultazioni pubbliche, rifacendosi alla propria esperienza lavorativa. Molto spesso, infatti, si sente parlare di questo argomento ma in pochi sanno di cosa si tratta e si rendono parte attiva delle consultazioni. L’obiettivo dell’incontro era infatti quello di rafforzare la partecipazione alle consultazioni pubbliche, partendo in primis dall’informazione dei giovani.

La dott.ssa Paparo ha analizzato gli aspetti “pratici” delle consultazioni pubbliche riferendo innanzitutto che sono uno strumento utilizzato per consentire la partecipazione attiva al processo decisionale e sollecitare un confronto aperto e costruttivo con tutti i soggetti interessati ad approfondire le proposte legislative ed amministrative.

Ma a cosa servono?  Primariamente a migliorare la qualità delle decisioni pubbliche: il confronto diretto con i cittadini, infatti, permette di individuare le esigenze, le priorità e le problematiche degli stessi e consente anche di verificare le reazioni e gli effetti delle decisioni già prese. Ovviamente però bisogna tener conto del fatto che alle consultazioni prende parte un campione di persone auto selezionate e che quindi non sempre rappresenta veritieramente ed omogeneamente le opinioni dell’intera cittadinanza.

La dottoressa ha inoltre introdotto i progetti in via di sviluppo da parte del Governo per favorire la partecipazione alle consultazioni: è in programma la creazione di un sito web che raccolga le consultazioni in corso e quelle concluse (per permettere ai cittadini di informarsi), la pubblicazione di linee guida per le consultazioni (per fornire alle amministrazioni istruzioni su come svolgere le consultazioni) e la messa a disposizione di un software che permetta di prendere parte alle consultazioni, da casa o dai propri smartphone.

Il dott. Pizzicannella ha invece incentrato il suo intervento sulla partecipazione dell’Italia all’OGP (Open Government Partnership): è  un’iniziativa  multilaterale  di  Governi  per  la  promozione  di politiche innovative che rendano  le istituzioni pubbliche più aperte e responsabili,  realizzando  la  trasparenza  della  pubblica  amministrazione,  la lotta  alla  corruzione e i principi della  democrazia  partecipata.

 I Governi,  sottoscrivendo  la  Dichiarazione  sull’open government,  si  impegnano  a  realizzare  gli  obiettivi  dell’OGP  attraverso  alcune  iniziative,  sintetizzate  in  un  Piano  d’azione,  il  cui  contenuto  è  stabilito  in  modo partecipato con la società civile.

L’Italia  ha  aderito  all’OGP  nel 2011 ed ha  presentato  il  primo  Piano  d’azione nel 2012. Questo piano prevedeva misure  per  la  trasparenza,  l’integrità,  la  semplificazione  e  politiche  di  open data   a  sostegno  della  collaborazione  e  partecipazione  dei  cittadini  all’attuazione delle politiche pubbliche.  Ogni piano d’azione è biennale dunque attualmente è in corso la progettazione del quarto piano d’azione nazionale italiano che verrà attuato da giugno 2019 a giugno 2021.

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