“Non essere colpevole, fai la differenza”

“Non essere colpevole, fai la differenza”

Si è conclusa martedì 28 novembre, presso la Triennale di Milano, la giornata dedicata al tema della sostenibilità, nonché seconda Edizione del Festival della Comunicazione Sociale di Pubblicità Progresso.

Il pomeriggio dell’evento è stato dedicato alle premiazioni degli studenti ai vari Contest promossi dalla Fondazione: Social Whale, Roche ed On The Move. Proprio in quest’ultimo sono stati premiati 5 studenti del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale, dell’Università La Sapienza, i quali hanno realizzato una campagna di sensibilizzazione/educazione sul tema delle città sostenibili.

Valeria Buremi, Davide Corbucci, Dario Germani, Eugenia Murabito e Mattia Santoprete, sono stati spinti ad affrontare un problema relativo alla sostenibilità, presente a livello nazionale e, soprattutto, a livello locale: la raccolta differenziata.

D’altronde, i dati forniti dall’ ISPRA (Istituto Speriore per la Protezione e Ricerca ambientale) parlavano chiaro, la raccolta differenziata a Roma aveva raggiunto una cifra del solo 33%; inoltre, l’assenza dei contenitori al fine di praticarla, all’interno dei parchi e delle principali aree verdi del capoluogo romano (Villa Borghese rappresenta la location per le riprese del lavoro) è una realtà con la quale devono fare i conti non solo i cittadini, ma anche i turisti.

Al fine dunque di colpire l’attenzione dei passanti, attraverso una sollecitazione del loro sguardo critico, è stato deciso di attuare quella che in termini accademici viene definita una “risemantizzazione di uno spazio preesistente“: lungo una semplice via del parco sono stati posizionati dei rifiuti evidenziati mediante della sagome in gesso, facendo leva sull’immaginario di una scena del crimine.

Accanto ad ogni sagoma è stato posto un cartello informativo, per far comprendere i danni causati da certi comportamenti poco auspicabili. L’efficacia discorsiva dei messaggi si può evincere da loro slogan “Non essere colpevole, fai la differenza”, giocando da una parte, sul nome della scelta del tema, dall’altra,  su una condotta ritenuta opportuna.

Dario Germani

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