Che cos’è la valutazione pluralista e democratica

Che cos’è la valutazione pluralista e democratica

Nella mattinata di giovedì 5 dicembre presso l’aula Angelo Bonzanini (B9) del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale si è tenuta la lezione-incontro della professoressa Nicoletta Stame, ordinario di Politica Sociale in pensione, sul tema “Valutazione pluralista e democratica”. Davanti a una ventina di studenti del corso di “Teorie e pratiche della valutazione. Laboratorio di ricerca valutativa”, si è articolato il concetto di valutazione pluralista e democratica, portando alcuni esempi a supporto. L’incontro, cominciato alle 9.30, si è concluso alle 12.

La valutazione è definita come la ricerca applicata su una realtà che punta al miglioramento. Essa guadagna il titolo di “pluralista” quando combina differenti approcci per rispondere alla complessità della realtà e alle diverse domande di valutazione tramite la triangolazione (confronto dei vari risultati ottenuti), la complementarietà (uso di altro approccio come il primo esaurisce la sua carica) oppure un nuovo sviluppo. Si possono definire tre macro-categorie, non regolate da una gerarchia di valore e avulse alla logica della “rivoluzione scientifica” che prevede la sostituzione di paradigmi nel tempo: positivista-sperimentale, pragmatista, costruttivista. In breve, l’approccio positivista-sperimentale mira a scoprire un nesso causale tra la situazione iniziale e il risultato finale, il pragmatista si fonda su una serie di standard di qualità e giudica ciò che è buono, il costruttivista si focalizza sul corso dell’azione. Non esiste un metodo universalmente riconosciuto come superiore, bensì ognuno è più adatto in determinate situazioni (situational responsiveness).

Il titolo “democratica”, invece, deriva dalla classificazione di Mac Donald, basata sul soggetto verso il quale la valutazione si sente responsabile. Lo studioso britannico, infatti, divide le valutazioni in: burocratiche, cioè a servizio incondizionato di chi ha il controllo sulle risorse, autocratiche, cioè a servizio condizionato a chi ha controllo delle risorse, e democratiche. Queste ultime si differenziano dalle precedenti per essere al servizio della comunità, fungendo da mediazione tra un pluralismo di valori. Ne deriva perciò che le sue caratteristiche principali siano l’essere inclusiva, lo stimolare il dialogo tra le parti e la partecipazione dei cittadini, il fornire aiuto al processo decisionale, nonché il combattere la cieca ideologia.

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