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Consumismo: l’acquisto compulsivo

Negli ultimi decenni si è sviluppato ampiamente un fenomeno: il consumismo. Una definizione di consumismo è fornita dall’enciclopedia “Treccani”, la quale afferma che  è un “fenomeno economico-sociale, tipico dei paesi a reddito elevato ma presente anche nei paesi in via di sviluppo, consistente nell’aumento dei consumi per soddisfare i bisogni indotti dalla pressione della pubblicità e da fenomeni d’imitazione sociale diffusi tra ampi strati della popolazione”.

UN PO’ DI STORIA…

Il boom economico che si verificò in Italia, tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60, permise alla società italiana di cambiare totalmente volto. Si ebbe un cambiamento radicale, infatti si passò da una società agricola ad una prettamente avanzata. In questo periodo si assiste alla nascita degli elettrodomestici, come ad esempio le lavatrici, e ad una rivoluzione nel campo della moda caratterizzata dalla fabbricazione di nuovi capi di abbigliamento, ad esempio i jeans. Questo periodo di rinascita trova le sue fondamenta in un diffuso senso di benessere, caratterizzato dalla ripresa economica successiva al dopoguerra.

Con l’avvento della televisione si assiste ad una modificazione della routine famigliare, perchè per la prima volta questo mezzo di comunicazione scandisce i ritmi della quotidianità; infatti, si fece sempre più radicata l’abitudine di andare a dormire dopo aver visto il programma televisivo “Il Carosello”, che portò nelle case degli italiani un’abitudine al consumo. Questo programma pubblicizzava principalmente bisogni primari, rivolgendosi in particolar modo alle donne ed ai bambini, che svolgevano il ruolo di moltiplicatore del messaggio pubblicitario.

Dalla necessità di acquistare bisogni primari , pubblicizzati attraverso “Il Carosello”, si assiste allo sviluppo di un vero e proprio mercato di massa. Il consumatore sente il bisogno sempre più impellente di acquistare prodotti di vario genere, commercializzati su scala globale e non necessariamente fondamentali, al fine di aumentare il suo status economico-sociale. Questa situazione sfugge al controllo del consumatore e porta alla nascita di un fenomeno eccessivo, non più dettato dalla necessità, ma governato dal bisogno di equipararsi alle mode del momento.

IL CONSUMISMO NELL’ETA’ MODERNA

Il consumismo nell’età moderna è incrementato anche dall’utilizzo sempre più diffuso dei social network, come ad esempio Facebook. Gli algoritmi su cui sono basati i social network analizzano le preferenze del consumatore e creano un circolo vizioso all’interno del quale si è soggetti a continui stimoli visivi o uditivi, che spingono a desiderare di acquistare ogni tipo di bene, anche quello meno necessario.

Le multinazionali si sono specializzate, attraverso studi di marketing e comunicazione, nel rendere l’atto dell’acquisto sempre più a portata di click, semplificando così un processo che altrimenti avrebbe richiesto più tempo ed energie. In molti casi le aziende tendono a produrre beni di qualità inferiore, con l’intento di spingere il consumatore all’acquisto dello stesso bene, una volta che quest’ultimo non risulterà più utilizzabile. Tutto questo presenta però ulteriori aspetti negativi poichè nonostante nelle abitazioni vi sia un’abbondanza di beni, le persone sono continuamente sollecitate ad acquistarne altri, non prestando valore a ciò che già possiedono, semplicemente mettendoli da parte.

Attualmente uno dei maggiori produttori ed esportatori di beni di prima e seconda necessità è “Amazon”. Questa società è stata fu registrata nel 1994 e cominciò le attività nel luglio 1995 ed entrò nel mercato azionario nel 1997. Nel maggio 2019, l’azienda entra nel capitale della britannica Deliveroo, diventando così un’azienda di consegne a domicilio, consentendo anche alle persone che altrimenti non potrebbero farlo, di svolgere azioni quotidiane come fare la spesa. Amazon incarna l’emblema della società consumistica poichè attraverso le numerose offerte giornaliere che offre e le giornate dedicate allo shopping, come il Black Friday ed il Cyber Monday, riesce a catturare l’attenzione di milioni di persone ed a far si che esse acquistino; inoltre, attraverso la facilitazione d’ingresso al sito internet o all’App ufficiale, che non richiedono l’accesso e quindi l’inserimento dei dati personali ogni qual volta si voglia fare shopping, questa azienda risulta essere la maggiore potenza economica del Web. I servizi rapidi ed efficienti sono garantiti dall’assunzione di 647.500 dipendenti (dato aggiornato al 2018) che consentono un fatturato di  232,9 miliardi $. 

Il periodo dell’anno in cui le multinazionali, Amazon in primo luogo, guadagnano di più grazie alla frenesia sono le festività, tradizionali e non. Le feste tradizionali e quelle imposte dalla società incrementano l’acquisto compulsivo delle persone, che si sentono in dovere di acquistare oggetti per se stessi o per altre persone. Questo acquisto senza regole e senza fine induce le aziende a produrre sempre più, fino a raggiungere una quantità eccessiva di articoli, senza rendersi totalmente conto dei problemi che questo provoca.

IL PROBLEMA AMBIENTALE CAUSATO DAL CONSUMISMO

Questa produzione eccessiva, dettata dal crescente bisogno della società, porta ad un complesso problema ambientale. Ultimamente l’ambiente è stato al centro di numerosi dibattiti politici e non, a causa dell’utilizzo sconsiderato di articoli non riciclabili, i cosiddetti “usa e getta”. Sono stati compiuti numerosi passi in avanti con lo scopo di ridurre l’inquinamento, nonostante ciò il problema sembra rimanere una priorità. La creazione di materiali biodegradabili, come ad esempio piatti e cannucce, e nel campo della cosmesi dischetti struccanti riutilizzabili, è finalizzata a ridurre l’immissione di prodotti potenzialmente nocivi e commercializzati in quantità industriali, che hanno già causato danni evidenti alla salute di animali ed esseri umani.

In conclusione, il consumismo non sembra arrestarsi, anzi, aumenta e probabilmente in futuro avrà un impatto sempre più pesante sull’ambiente e sulla vita degli individui. Nonostante gli sforzi compiuti fino ad ora, il problema dell’inquinamento sembra peggiorare di giorno in giorno, aggravato dall’acquisto compulsivo degli individui, incuranti di contribuire direttamente ed indirettamente al problema.