Città e Memoria come strumenti del progetto

Città e Memoria come strumenti del progetto

Il progetto Caffè letterario nasce dall’idea di creare un polo culturale multifunzionale, inteso come luogo espositivo per dare visibilità ai progetti creativi degli studenti e offrire uno spazio culturale di aggregazione per tutta la Sapienza, rafforzando il senso di appartenenza alla comunità universitaria. Dopo il successo delle scorse edizioni riprende la terza edizione del Progetto Culturale Sapienza/Caffè letterario con un incontro dedicato alla presentazione del volume “Città e memoria come strumenti del progetto” di Alberto Ferlenga, Rettore dell’Università Iuav di Venezia. Partendo dalla constatazione che tra architettura e città si sia progressivamente maturato un distacco, il testo fornisce un contributo sul loro rapporto, nella convinzione che esse siano indissolubilmente legate e che, ancora oggi, in modo rinnovato, possano svilupparsi teorie specifiche, in grado di sottrarre il lavoro degli architetti dal dominio del gusto o del puro arbitrio.

Lui stesso scrive: “…Se ci guardiamo intorno, vediamo architetture che non riescono a diventare città e città che non considerano più l’architettura come parte integrante di sè”. Occorre proporre una nuova idea di qualità condivisibile e verificabile nei suoi effetti: se l’architettura vive oggi un momento difficile, obiettivo non secondario è ricostruirne la necessità rispetto a quel paesaggio urbano che, oggi come ieri, costituisce il suo sfondo più importante.

Sul libro presentato, un testo scorrevole, che ha come fulcro il tema dell’architettura e della città come un distacco da colmare, non è un tema qualunque, ma è il tema su cui ci si sta orientando a livello nazionale con le scuole di architettura. È difficile oggi riproporre una qualità condivisibile e verificabile per i suoi effetti, ma quello che viene messo in luce in maniera particolare è che questo distacco è avvenuto in maniera progressiva e nel volume si prende in esame una mancanza di cultura generale. Facendo riferimento alla cultura del 900, in particolare ai temi ambientali, è cresciuta una sensibilità collettiva con queste tematiche che erano state proposte proprio nel 900 con dei contributi che invece sono stati dimenticati. Dunque questa memoria ci richiama ad una rilettura e reinterpretazione dell’architettura stessa e della città. Viene anche rilevato come la cultura che è in possesso dagli architetti sia in gran parte logora dal punto di vista di sviluppo urbano, basti vedere quello che è stato generato come in ambienti pubblici, in spazi urbani, come ci sia stato un forte allontanamento e addirittura un disimpegno da parte degli architetti, per citare Calvino l’autore riporta che è necessario parlando di città togliersi dagli occhi tutto ciò che impedisce di vederle, una cultura quindi che va rinnovata togliendosi luoghi comuni, abitudini e sopratutto ideologie.

Come appunto dice lo stesso autore l’idea di questo libro nasce dalle esigenze di sintetizzare l’architettura, imparare a conoscere il mondo attraverso i propri progetti e aggiornare le idee e la propria formazione soprattutto quando cambia il contorno sia storico che sociale. Dice Ferlenga “L’architettura è ormai fin troppa attrezzata per affrontare le questioni di una parte molto piccola della città, i centri,ecc., affrontandole con grattacieli e oggetti architettonici abbastanza chiusi in sè, autistici nel considerare la propria forma come un disegno o uno stile, però quelle parti di città sono parti molto piccole e tutto il resto, pensando a grandi espansioni come Rio o il Cairo, dove vivono milioni di persone che vivono magari in modo precario, ma che consolidano queste posizioni quindi non parlando più di grandi estensioni temporanee ma di centinaia di kilometri quadrati che sono la città, per questo tipo di città non vi è una cultura di riferimento, ma i centri e lo spazio pubblico non si devono dare per superati, ma sono punti che riaffiorano nelle esigenze di chi vi ci abita.”

Qui di seguito le interviste a:

Alberto Ferlenga Rettore dell’Università Iuav di Venezia e autore del volume “Città e memoria come strumenti del progetto”

      Alberto Ferlenga

Anna Maria Giovenale Preside della Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma

      Anna Maria Giovenale

Antonella Greco Docente di Storia dell’architettura dell’Università Sapienza

      Antonella Greco

Lilli Garrone Giornalista del Corriere della Sera

 

      Lilli Garrone

Lucia Artieri

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