“A CASA DI CHI?”: Migrazioni e processi territoriali in Italia

“A CASA DI CHI?”: Migrazioni e processi territoriali in Italia

Il convegno del 22 novembre dalle ore 9:30 presso l’aula “Odeion” della Facoltà di Lettere e filosofia si è posto l’obiettivo di riflettere sull’attuale rappresentazione emergenziale delle migrazioni , attraverso l’analisi dei processi territoriali in atto. E’ la “MiMo”,il gruppo di lavoro “Migrazioni e Mobilità” dell’associazione dei Geografi italiani(A.Ge.l) , a promuovere tale iniziativa : in primis la prof.ssa Flavia Cristaldi , coordinatrice della “MiMo” ed organizzatrice stessa dell’evento , la quale ha introdotto la conferenza ed i saluti istituzionali di Stefano Asperti , preside della facoltà di Lettere e Filosofia , di Gaetano Lettieri , direttore del SABAS (dipartimento di Storia antropologia religioni arte spettacolo) e di Andrea Riggio , presidente dell’associazione di Geografi italiani e rappresentante dei professori di geografia degli atenei italiani.  Dopo aver brevemente illustrato cosa sono e quali scopi si propongono l’A.Ge.l  e , in particolare , la “MiMo” , il prof. Riggio si è focalizzato sull’odierna situazione migratoria mondiale che , con i nuovi “muri” , le tensioni dell’UE , i naufragi e la chiusura dei porti italiani , sembra essere la peggiore crisi migratoria degli ultimi tempi. “Ma forse no” –  afferma l’esperto : basta pensare che nel 2018 in Marrakech è nata la “Global Compact on Migration”, il primo programma mondiale delle migrazioni , al quale hanno aderito 164 Paesi per una migrazione sicura. Di seguito si è spostata l’attenzione sulla situazione in Italia , analizzando il parallelismo “immigrazione-emigrazione” : è emerso che gli stranieri emigrati in Italia sono circa 6 milioni , nonché il 10% della popolazione , mentre gli italiani emigrati all’estero , di maggioranza appartenenti al Meridione , ammontano a circa 5,2 milioni , nonché l’8,8%  della popolazione. Dunque , al contrario di quanto si pensi ,  “L’italia oggi è di nuovo terra di emigrazione” sostiene Riggio.  Subito dopo Flavia Cristaldi è intervenuta per chiarire alcune nozioni fondamentali che oggigiorno vengono spesso travisate a causa di “passa-parola” errati. L’esperta ha parlato di una “Crisi infinita” e di “emergenza permanente”: l ’Italia risulta il paese con il più alto tasso del mondo d’ignoranza sull’immigrazione , poiché la maggioranza degli abitanti pensa che gli immigrati residenti sul suolo italiano ammonti al 30% della popolazione , anziché all’8,7% e che , tra questi , i musulmani siano il 20% quando , in realtà , essi sono il 4% della popolazione totale. Tuttavia , la cosa ancor più grave è che in Italia viene utilizzata una terminologia basata sul DISPREZZO che legittima l’esclusione o la criminalizzazione dei migranti , creando un ambiente in cui SI GIUSTIFICA lo sfruttamento. “Le parole possono trasformare la percezione della realtà” ha affermato la Cristaldi , ed  ha aggiunto poi : “Spesso alla base della nostra percezione ci sono le nostre emozioni e non le informazioni fattuali”. Dunque , c’è davvero un aumento dell’immigrazione?  E poi : il popolo italiano sta aumentando vertiginosamente? La risposta è NO: dal 2014 ad oggi gli stranieri residenti in Italia sono rimasti circa 5 milioni , tra l’ altro provenienti da circa 200 paesi del mondo ( e NON dall’Africa come si è soliti pensare) , e la popolazione totale italiana negli ultimi anni , in realtà , sta diminuendo. Spesso si tende ad usare la locuzione “A casa loro” nei confronti degli immigrati. Ma “A casa di chi?” si chiede la Cristaldi. “La casa è una,è come se giacessimo tutti sulla stessa astronave!” ha affermato , citando Samantha Cristoforetti.

Successivamente , dalle ore 10:00 circa ,  il congresso ha visto l’intervento di un primo gruppo di relatori , ognuno esperto sul tema dell’immigrazione a riguardo di uno specifico ambito. La prima a prender parola è stata Silvia Aru , giovane geografa anch’essa appartenente al “MiMo” ed attualmente ricercatrice ad Amsterdam , la quale si è soffermata sulla tematica degli “Spazi d’asilo” e del sistema di accoglienza in Italia tra politiche e impatti territoriali. Particolare attenzione la studiosa ha posto sul concetto di “Mondo-Frontiera” : una frontiera non solo fisica , ma soprattutto mentale.  “Dal 1989 , l’anno della caduta del Muro di Berlino , siamo arrivati nel 2019 con la presenza di ben 70 muri!” ha affermato.  Dopo di lei è stato Marcello Tanca ad intervenire , proveniente dall’Università degli studi di Cagliari. Il suo è stato “Un discorso specifico su un argomento specifico : la geografia italiana e i processi migratori”.  “Il tema delle migrazioni diventa un discorso specifico su un argomento specifico nella geografia italiana attraverso tre fasi , quali: l’IMMERSIONE(anni 50 del ‘900),l’EMERSIONE (anni 60\90 del ‘900) ,l’AFFINAMENTO e SPECIALIZZAZIONE(oggi)”- ha spiegato Tanca. In seguito egli  ha poi analizzato i cambiamenti del processo migratorio in Italia durante gli anni. Ha chiuso il primo ciclo di interlocutori Donatella Strangio , prof.ssa del Dipartimento di Geografia Economica de La Sapienza , che ha incentrato il proprio intervento sulla questione africana: “Una volta gli africani eravamo noi” ha sostenuto , e si  è soffermata sulle motivazioni , sulle percezioni e sulle politiche delle migrazioni dall’Africa e per l’Africa.

La successiva parte del congresso , svoltasi intorno alle ore 11:30 , ha presentato un carattere differente della questione in corso : il secondo gruppo di relatori si è avvalso della presenza di personalità straniere che hanno raccontano ognuna il proprio punto di vista.  Silvia Omenetto ha preso parola per prima , presentando il progetto “SPRAR o SIPROIMI” ,  “un sistema di protezione per stranieri non accompagnati” che coinvolge comuni italiani ed associazioni lavorative ,  allo scopo di agevolare gli immigrati richiedenti nell’ambientarsi , fino alla totale autonomia sociale , economica , linguistica etc.. dei beneficiari.

Dopo di lei , Luigi Gaffuri , professore dell’Università de L’Aquila , ha illustrato al giovane pubblico il caso di Riace , comune calabrese che è l’esempio di un RIBALTAMENTO DI PROSPETTIVA da città soggetta a totale spopolamento autoctono  a modello per eccellenza di accoglienza , attraverso la riappropriazione e la cura delle proprie terre e risorse.  A lui si  è allacciato il discorso di Roberta Ferruti , rappresentante di “Recosol”,  che ha mostrato esempi di vari comuni sul modello di Riace : Gioia Ionica , Cinquefronti e molti altri ancora. “Se vuoi arrivare primo ,corri da solo ; se vuoi arrivare lontano , corriamo insieme” ha così concluso la Ferruti. La mattinata è terminata con l’intervento di Ejaz Ahmad e Jamil Awan Ahamede ,entrambi stranieri ed ormai residenti in Italia da numerosi anni : il primo ha trattato il tema della “mancata intercultura in Italia” ,cioè della mancata INTERAZIONE tra culture differenti ,  ed il secondo si è invece soffermato sul “superamento dell’etnicizzazione del lavoro”. I loro punti di vista hanno del tutto “sfatato” molte delle frivole credenze legate all’immigrazione : ad esempio , secondo i dati statistici da loro riportati , l’80% degli immigrati subisce reati ,mentre  il 20% di loro li commette. […] purtroppo , però , solo questo 20% viene condannato e seguito sui social-media o in televisione!

“Quando arriva un immigrato,arriva il suo corpo; la sua anima arriva solo quando si sente integrato”, ha affermato Ejaz Ahmad , giornalista pakistano ,  ora mediatore di lingua interculturale .“Nel mio caso ci sono voluti diversi anni!” ,  ha poi così concluso, dopo aver accennato la propria esperienza personale di  “immigrato”.

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