I cambiamenti morfologici-sociali nell’era del 5G

I cambiamenti morfologici-sociali nell’era del 5G

Sostenibilia ha organizzato per il secondo anno il convegno internazionale Total connections, che quest’anno si è concentrato sui cambiamenti morfologici nell’era del 5G.

L’osservatorio di teorie sociali sulle nuove tecnologie e la sostenibilità- sostenibilia è stato fondato nel 2017 seguendo l’agenda globale istituita nel 2015 per lo sviluppo sostenibile. Gli studi dell’osservatorio trattano tematiche molto differenti tra loro: teoria sociale, reti digitali e sostenibilità, l’antropocene e la crisi di sviluppo, post-economy, green economy. I suoi studi sono diffusi attraverso varie modalità: convegni, come il How the social morphology changes in the age of the 5G, pubblicazioni, summer school e corsi di formazione.

Friedrich Weltzien ha aperto il seminario esponendo il ruolo che ha il 5G, difatti a suo parere il 5g è una realizzazione di un modo di pensare e non un effetto o una causa. Se la tecnologia è un elemento fondamentale nella nostra società, un’altra parte altrettanto importante e spesso complementare ad essa, è la creatività che è stata descritta da parte del professore di scienze applicate e arte come la capacità da parte dell’artista di cambiare. Ha inoltre sottolineato come il genio non sia mai un elemento individuale, ma collettivo dato grazie alla cooperazione e la manifestazione di idee.

Durante la tavola rotonda è stata analizzata anche una tematica molto attuale, quella della individuazione facciale che avviene attraverso droni e telecamere di sorveglianza. Per far fronte a questo, sono state ideati alcuni software per mascherare la propria identità, per esempio verrable face project che mostra un’altra faccia sul nostro volto, occhiali led che alterano l’energia inviata alle telecamere così da mostrare sempre la stessa persona in tutto il mondo, ciò se attuato su grande scala, potrebbe portare a un breakdown dei big data.

Le innovazioni contro questa pratica non sono soltanto tecnologiche, si è investito anche sul make up, come il trucco definito punk per le sue similitudini con la generazione passata, che permette di mascherare alcuni lineamenti fondamentali del nostro visto. Nella moda alcuni artisti hanno creando degli abiti ricoperti di facce così da creare confusione nel riconoscimento facciale, ma ancora è stata introdotta nel mercato da Zach Blas una collezione di gioielli che come suggerisce il nome Face cages, racchiude il viso al di sotto di una maschera-gioiello.

Gli interventi durante il Total connections, sono stati molti e di diversa natura. Il professore Hugo Fortes, dell’università di San Paolo ha incentrato il suo corso di studi sulla creazione di poster di denuncia sui recenti avvenimenti che hanno scosso l’Amazzonia, per lui è stato fondamentale introdurre i suoi alunni, provenienti da discipline distanti alla visual communication, ai programmi su cui si basano questo mestieri.

Durante il convegno sono intervenuti non solo professori e ricercatori ma anche artisti che si sono interessati al tema, tra gli altri Fabian Albertini, artista italiana che per l’occasione ha presentato le opere che anch’essa ha realizzato come denuncia sulle tragedie dell’Amazzonia, usando la luce ha semplicemente dato un nuovo volto alle sue opere e Nivalda Assunção, artista  che promuove il riciclo e denuncia lo spreco portando un messaggio ambientalista attraverso i suoi scatti.

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