Afghanistan. Un piccolo pezzo di mondo dimenticato da Dio

Afghanistan. Un piccolo pezzo di mondo dimenticato da Dio

Una guerra senza fine. Una guerra che non conosce pietà e che non risparmia nessuno. Morti, feriti e tanto dolore. Ha portato via tutto, inaridito i cuori, le speranze e i sogni di chi ha sempre inneggiato alla pace e di chi diffidava dalle missioni “umanitarie”. Nico Piro, giornalista e inviato del TG3, ha investito parte della sua carriera per raccontare un piccolo pezzo di mondo, l’Afghanistan; ha voluto lasciare una testimonianza scritta di ciò che ha visto, sentito e vissuto in questi anni scrivendo un libro che racconta, non solo la missione occidentale negli ultimi 15 anni in Afghanistan ma anche l’ultimo capitolo di una guerra che dura ormai da 40 anni.

Afghanistan Missione Incompuita 2001-2015, edito da Lantana, è il titolo del libro del giornalista inviato degli esteri, in cui si parla di un conflitto durato più della seconda guerra mondiale, un paese dimenticato e abbandonato al proprio destino. Un detto afghano dice:” Dio ha inventato il mondo e con gli scarti ha creato l’Afghanistan”, tante verità omesse, bugie e storie che cercano di riscattare tutte quelle voci rimaste nascoste. Questo è un racconto nel racconto, un viaggio attraverso gli occhi di chi ha visto e non dimentica. Giornalista, scrittore e blogger (Tashakor) decide di raccontare tante storie con dettagli essenziali a comprendere il grande gioco della guerra.

Un libro uscito lo scorso giugno al di là di ogni pronostico e sfidando tutto e tutti. Attraverso il progetto di crowdfunding e con il sostegno di una piattaforma francese, Ulule, si è creata una comunità intorno al libro che ha investito, investe, e crede in questo progetto.

Nico Piro, nel raccontare la sua esperienza, parla della difficoltà di spiegare la guerra, lo svolgimento e le dinamiche. L’autore ci parla della sua esperienza e di come le diversità etniche e culturali siano spesso fonte di arricchimento e comprensione delle tradizioni altrui. La storia non si racconta da sola. “La difficoltà non solo di chi vive la guerra ma anche di chi la racconta” dice Nico Piro, ecco che il giornalista è portato a svolgere un lavoro meticoloso di ricerca, lettura e approfondimento delle situazioni geopolitiche presenti nel territorio, nonché alla comprensione delle forze presenti in campo mettendo in evidenza i punti critici che riflettono lo stato d’animo del territorio. Quando si decide di raccontare una storia lontana bisogna immedesimarsi negli occhi dello spettatore che non conosce quel mondo. Capire, vedere e raccontare, il giornalista deve consumare le suole delle scarpe cercando di portare a casa qualcosa di nuovo, la verità. La “verità” che è vittima di entrambi i sistemi, che non conosce giustizia e che non viene rivendicata. In tutti questi anni la guerra è rimasta in uno stato di immobilità dove, dal potere conteso da più parti e gli attori che cambiano si è passati da una guerra civile, ad una guerra contro i talebani e poi ancora una guerra degli occidentali. La guerra si dimentica per dar spazio alla politica spettacolarizzata e la condizione umana ritorna a far notizia quando dalle coste occidentali si avvistano barconi o quando un esaltato in nome di un Dio che non appartiene a nessun credo decide di farsi esplodere.

Nel libro è possibile rivivere fotogrammi della bellissima Kabul con la sua storia ricca di fascino che da lì a poco verrà distrutta, abbandonata e dimenticata dal mondo. Nell’intervista, concessa ai microfoni di RadioSapienza, Nico Piro ripercorre la sua esperienza raccontando di come gli afgani vedessero l’arrivo delle forze occidentali con grande attesa e grande speranza ma ben presto con l’affermarsi della corruzione e delle caste, viene rivalutata la presenza dei “nemici” sul territorio. Si combatte per un governo che non ha fatto la differenza e che non è riuscito ad avanzare politiche di miglioramento.

La guerra in Afghanistan servirà da monito per non dimenticare e sarà d’aiuto per comprendere l’evolversi della “nuova” guerra tra occidente e oriente.

“La guerra è la cosa più ingiusta del mondo ” afferma il giornalista, essenziale diventa il ruolo di chi deve capire cosa succede a mille miglia dalla propria città; è garante di una verifica indipendente delle fonti che altrimenti non può avere.

Ci vuole passione e dedizione per ciò che si fa, “ama la gente e faglielo capire” riprende una frase di Robert Capa, famoso fotoreporter; l’empatia è la chiave per raccontare una guerra che non ha mai fine e nella speranza che un giorno finisca questo massacro non ci resta che ricordare per non dimenticare.

L’e-book e la sua versione cartacea sono disponibili presso tutte le principali librerie online, (Amazon, Mondadori store, Feltrinelli, ecc.) o attraverso il sito dell’editore (Lantana).

Per maggiori informazioni si può visitare il sito: ttp://www.lantanaeditore.com/site/2016/afghanistan-missione-incompiuta/

Sara Abouabdillah

Intervista a Nico Piro:

      Voce 020

 

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