ASCO 2019: i ricercatori italiani vincitori del “Merit Award”

ASCO 2019: i ricercatori italiani vincitori del “Merit Award”

Dal 31 maggio al 4 giugno, al McCormick Place a Chicago avrà luogo il meeting dell’oncologia scientifica ASCO 2019. L’appuntamento annuale è organizzato dalla Società americana di oncologia clinica (ASCO). Il titolo scelto quest’anno, suggestivo e innovativo, è “Caring for every patient, learning from every patient” (ndr. curare ogni paziente, imparare da ogni paziente).

Il focus è sulla “medicina personalizzata”, che studia le caratteristiche del tumore di ogni paziente individuando la soluzione più adatta. Oltre alla tecnologia c’è anche molta attenzione per le persone e sui gruppi sociali marginali. Ovvero quelle categorie sociali poco coinvolte e per le quali si hanno ancora pochi dati, ovvero anziani e bambini.

Per assicurarsi che a Chicago arrivino le migliori ricerche condotte in tutto il mondo, annualmente vengono assegnati i “Merit Award”.

I premi consentono ai giovani più promettenti di presentare i propri risultati davanti a una platea d’eccezione. Quest’anno l’Italia segna un record personale con ben 15  giovani italiani premiati:

Francesca Battaglin, Vincenza Conteduca, Maria Alessandra Calegari, Antonio Di Meglio, Biagio Ricciuti, Alberto Puccini, Marco Bandini, Brunella Di Stefano, Matteo Lambertini, Roberto Ferrara, David James Pinato, Federica Marmorino, Daniele Rossini, Paolo Strati e Gemma Zucchelli.

Ci sono giovani oncologi ormai arrivati al loro quarto premio consecutivo mentre altri sono pluri-premiati nel solo 2019.

Se si vuole parlare di “fuga dei cervelli”, sappiamo che alcuni vivono ormai stabilmente all’estero. Altri invece sono fuori Italia per un periodo di studio ma sperano di tornare qui a lavorare.

Così come sono vari i campi di studio: c’è chi studia tumori molto diffusi e chi invece è specializzato in neoplasie rare; chi lavora per migliorare la gestione dei pazienti in trattamento con la chemioterapia e chi invece fa ricerca su tecnologie all’avanguardia o su nuove terapie. A unirli è l’amore per la scienza e la ricerca e la voglia di fare la differenza per i pazienti.

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