Al fianco delle vittime di aggressione #CinemaAmerica

Al fianco delle vittime di aggressione #CinemaAmerica

Nuova aggressione e minacce nella notte del 18 giugno ai danni dei Ragazzi di Cinema America, questa volta ad essere coinvolta è una ragazza per fortuna senza alcuna conseguenza.

E’ nota da sempre la cura che la politica si prende nell’innalzare e abbattere il merito degli uomini, ci sono numerosi esempi di storia e del diritto che essa si arroga per dare un prezzo alle loro qualità, alla loro intelligenza. Quando la fede politica di individui mediocri diventa ispirazione ai valori della forza, questa si trasforma in un tremendo mezzo di soprusi, violenza e distruzione.

Chi ha conosciuto il caso delle aggressioni ai ragazzi che indossano le magliette del Cinema America converrà con questo e lo considererà una triste testimonianza della vile miseria dell’essere umano che, incapace di far valere la propria ragione con l’intelletto, mostra la sua stupidità ricorrendo alla violenza bruta.

Accontentiamoci, per far buon viso, del successo della Digos e dei Carabinieri della compagnia Trastevere per essere riusciti a individuare i presunti responsabili della violenza subita ai danni di David Habib, Valerio Colantoni, Yasir Abdilhakim e Stefano Riobbo in Trastevere. I supposti aggressori, tre ventitreenni e un trentottenne, sono tutti militanti di CasaPound o del Blocco Studentesco e sembrerebbero proprio essere stati mossi da una rivalsa politica nei confronti dei due poveri ragazzi considerati antifascisti. Sotto una feroce lente di ingrandimento si trova in questi giorni la realtà dell’estrema destra romana che si è vista protagonista, nelle prime ore del mattino del 16 giugno, di un pestaggio squadrista a tutti gli effetti. L’accaduto si è ripetuto la scorsa notte con un nuova aggressione ai danni di F.Z., l’ex ragazza del presidente dell’Associazione ‘Piccolo America’, Valerio Carocci.  La giovane sarebbe stata spintonata e minacciata nei pressi di piazza San Cosimato, nel quartiere romano di Trastevere.

I pruriginosi accaduti stonano ancor di più con la natura stessa dei Ragazzi del Cinema America, o più formalmente dell’associazione “Piccolo America”. RadioSapienza con la voce di Pietro Sorace e Francesco Cucci e la regia di Claudia Iannitti, ha avuto il piacere di ospitare pochi giorni prima degli accaduti, in una puntata di Post It Eventi, Valerio Carocci, presidente dell’associazione “Ragazzi del cinema America” → Per ascoltare il podcast clicca qui.

Carocci ha svelato ai nostri microfoni che Cinema America “è una esperienza nata nel 2012 dalla volontà di un gruppo di ragazzi, che vivono in periferia, di riconquistare spazi di aggregazione e di incontro all’interno del centro storico. Dal Cinema America, dalla battaglia per salvare il cinema dalla speculazione e riconversione dello stesso in parcheggi e appartamenti, abbiamo veicolato la nostra esperienza in una attivazione culturale, sociale e quindi civile, prima in piazza San Cosimato con gli schermi pirata e infine oggi diffusa in tutta la città, dal centro alle periferie, con le arene di Ostia e Tor Sapienza”.

Lo scopo dell’associazione è condivisibile e avvenente “mettere in sinergia i due poli della città centro e periferia” ed il modo che utilizzano per perseguirlo è attraente: colorare i monumenti, le piazze e le periferie della città con i più grandi capolavori del cinema.

Risulta incomprensibile come una maglia, simbolo di questi valori e propositi, possa aver scatenato una reazione aggressiva di queste proporzioni. Forse, tuttavia, esattamente come il toro durante la corrida si scaglia infuriato contro il mantello del torero solo per istinto e per il movimento del bersaglio, così i presunti aggressori si sono lanciati contro i giovani ragazzi senza aver conoscenza dei principi della maglia stessa.

Occorre sempre tener presente che comprensione e intelligenza significano cooperazione e pace. Rompere il chiuso del proprio pensiero significa allargare il proprio orizzonte e la propria esperienza, rendersi conto dei propri limiti in uno spirito di modestia che, a sua volta, comporta tolleranza e libertà, rinunciando a isolarsi in una specie di provincialismo ideologico che mette facilmente capo ad un bizantinismo auto-soddisfatto e a quella rozza, ridicola volontà discriminatoria di sopraffazione.

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