Le migrazioni e il cambiamento delle nostre società

Le migrazioni e il cambiamento delle nostre società

Le migrazioni e il cambiamento delle nostre società: politiche migratorie, diversità, cittadinanza attiva. Un occhio sull’accordo Ue-Turchia

Nell’ambito del ciclo di incontri ad accesso libero della “Scuola di Sociologia non-ovvia” organizzata dai Soci aggregati dell’Associazione italiana di Sociologia, si terrà martedì 12 aprile, presso l’aula Wolf del dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale, il seminario dal titolo “Le migrazioni e il cambiamento delle nostre società: politiche migratorie, diversità, cittadinanza attiva”.

L’incontro, che avrà inizio alle ore 14, verterà sui temi delle politiche migratorie tra sovranità nazionale e diritti umani, della diversità come risorsa per la società e l’economia, della cittadinanza attiva dei migranti. I relatori saranno Maurizio Ambrosini dell’Università di Milano e Laura Zanfrini dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nella seconda parte del seminario, dalle ore 15.00 è previsto un laboratorio dedicato esclusivamente ai soci. É necessaria la prenotazione.

Un seminario importante e quanto mai attuale, ora che il controverso accordo Ue-Turchia per contenere la crisi umanitaria è passato. É importante chiedersi cosa succederà lì al confine greco dove più di 30.000 migranti forzati premono alla frontiera macedone al ritmo del countdown disperato per entrare in Europa, ed è ancora più importante far il punto della situazione analizzando, grazie alla presenza di esperti del calibro di Ambrosini e Zanfrini, sul tema appunto della diversità come risorsa per il nostro Paese e per la Comunità europea tutta. Purtroppo i migranti sono una risorsa per noi inesplorata, che non siamo capaci di saper gestire.

Analizziamo, brevemente, l’accordo Ue-Turchia sulla gestione dei flussi migratori, in un momento drammatico di piena crisi umanitaria. Ecco cosa prevede:

– Respingimento dei migranti in Turchia. I migranti e i profughi sulla rotta balcanica, siriani compresi, saranno rimandati in Turchia se non presenteranno domanda d’asilo presso le autorità greche. L’Agenzia dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) assisterà i respingimenti, in base a una clausola. Tutti i costi saranno coperti dalla Unione europea. L’Unione inoltre “accetta l’impegno di Ankara che i migranti tornati in Turchia verranno protetti in base agli standard internazionali”

– Canali umanitari. Per ogni profugo siriano che viene rimandato in Turchia dalle isole greche un altro siriano verrà trasferito dalla Turchia all’Unione europea attraverso dei canali umanitari. Donne e bambini avranno la precedenza in base ai “criteri di vulnerabilità stabiliti dall’Onu”.L’Europa metterà a disposizione 18mila posti già concordati per accogliere i profughi dei canali umanitari

– L’adesione della Turchia all’Unione europea. L’Unione europea “si preparerà a decidere l’apertura di nuovi capitoli” sull’adesione della Turchia all’Unione europea fermo da tempo, “non appena possibile”.

– Aiuti economici alla Turchia. L’Unione europea ha deciso di accelerare il versamento di tre miliardi di euro di aiuti alla Turchia, già approvati nel vertice di novembre, per la gestione dei campi profughi.

– Liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi. La Turchia chiede anche la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi a partire dal 1 giugno di quest’anno. Entro ottobre potrebbe non essere più necessario per i turchi chiedere un visto per entrare nell’Unione europea. A patto che siano rispettate tutte le condizioni richieste dall’Unione europea.

Quello che è il pensiero dell’opinione pubblica ha avuto all’indomani dell’accordo è che l’Ue ha delegato alla Turchia la gestione del problema degli affluenti flussi migratori in cambio di 6 miliardo di euro più la ripresa dei negoziati per l’adesione all’Ue, bloccati da decenni.

Nicoletta Petrillo

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