Evento naturale e rischio di calamità: Ostia e Porto tra ipotesi e realtà il convegno al Parco Archeologico di Ostia Antica

Evento naturale e rischio di calamità: Ostia e Porto tra ipotesi e realtà il convegno al Parco Archeologico di Ostia Antica

Il Parco Archeologico di Ostia Antica ospiterà il 22, 23 e 24 giugno 2022 il convegno “Evento naturale e rischio di calamità: Ostia e Porto tra ipotesi e realtà”.
Un disastro è una grave perturbazione del funzionamento di una comunità o di una società a qualsiasi scala, dovuta a eventi pericolosi che interagiscono con condizioni di esposizione, vulnerabilità e capacità, portando a impatti umani, materiali, economici e ambientali.
Dai tempi antichi ad oggi, i disastri hanno causato la distruzione di molte grandi città. Alcune sono state ricostruite e hanno proseguito la loro vita, altre sono state sepolte e persino dimenticate per migliaia di anni.
Guardando all’ascesa delle civiltà nel corso del tempo, è chiaro come le città si siano sviluppate in base ai bisogni delle genti che le hanno abitate, e si sono costantemente evolute adattandosi alle relative condizioni ambientali interne ed esterne, costruendo via via una capacità di assorbimento e riduzione della gravità degli shock anche in contesti di carattere naturale.
Le antiche fonti letterarie romane contengono molti riferimenti alle catastrofi e diverse informazioni su credenze, bisogni e strategie di gestione post-disastro. Notevoli progressi nelle tecniche di costruzione e nelle soluzioni preventive, in grado di fornire resistenza ai disastri, sono inoltre emersi dalle testimonianze archeologiche suerstiti.

Attraverso un approccio interdisciplinare e innovativo, il Convegno offre così l’opportunità di discutere e interrogare diversi temi legati ai rischi naturali e alle conseguenze dei disastri che hanno colpito Ostia e Porto. Nuovi orizzonti progettuali per la valorizzazione del territorio romano ampliano inoltre l’ambito temporale della discussione, avvicinando Ostia alla realtà attuale. Altri contesti antichi quali Ercolano e Pompei introducono il dibattito, evidenziando ulteriormente la rilevanza della tutela del loro valore come patrimonio culturale.
Un incontro fra discipline umanistiche e scientifiche, con approcci e metodologie diversisificati, che ci guida verso una più profonda comprensione nel nostro presente.

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