Convegno internazionale “Gender and Media Matters”: due giorni di dibattito alla Sapienza

Convegno internazionale “Gender and Media Matters”: due giorni di dibattito alla Sapienza

Nelle giornate di venerdì 15 e sabato 16 ottobre si è svolto il convegno internazionale Gender and Media Matters. Widning the horizons of the field of study. Il convegno è stato organizzato dall’Unità di ricerca GEMMA e sostenuto dal Dottorato di Comunicazione, Ricerca Sociale e Marketing del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (Coris) dell’Università di Roma La Sapienza.

Cos’è GEMMA?

L’Unità di ricerca Gender and Media Matters (GEMMA) è stata creata nel 2010 in merito alla volontà di voler affrontare e attenzionale le questioni annesse al genere e ai media.

Le questioni di genere sono ormai da molti anni una tematica attenzionata in tutti i campi della ricerca sociale. Nell’era della proliferazione delle piattaforme digitali e dell’espansione del sistema mediale, i media sono diventati uno dei mezzi “definitori della nostra identità”. Proprio per questo motivo, i ricercatori dell’istituto GEMMA hanno sentito il bisogno di creare un focus sulle questioni relative al genere, al sesso e all’identità di genere.

Al fine di ottenere un quadro più completo e verosimile nella ricerca metodologica, è necessario avere un constante confronto con diverse realtà interpretative durante le attività di ricerca. A questo GEMMA ha dedicato dei Seminars, in cui numerosi studiosi italiani e stranieri hanno la possibilità di confrontarsi, aumentando così lo spettro interpretativo.

Grazie alle buone pratiche attuate, GEMMA è stata inserita nell’area training ad education della piattaforma europea AGEMI (Advancing Gender Equality in Media Industry).

Conferenza GEMMA 15 e 16 ottobre 2021

Le varie conferenze, delle due giornate previste dal convegno Gender and Media Matter, hanno avuto come protagonisti vari ricercatori e studiosi di università italiane come l’Università di Enna, Milano, Bologna, Padova, Genova, Venezia, Napoli, e Roma (La Sapienza, Roma Tre, LUMSA e Link Campus), ma anche di università straniere come quelle di Londra, Barcellona, Siviglia, Texas, Wellwsley e del Portogallo.

Nei vari panel, fruibili sia da remoto sia in presenza presso il dipartimento Coris, sono state affrontate numerose tematiche relative al genere e ai media: dalle macro aree come i generi in(equality), la sessualità e il femminismo in relazione ai media, fino ad addentrarsi nelle aree più specifiche dove le questioni di genere sono state affrontate in vari contesti settoriali come quello politico, giornalistico e televisivo. Un’importante attenzione è stata data anche alla violenza di genere, le autorappresentazioni di soggettività LGBTQ+ e non binarie e ai discorsi sulle immagini di maschilità e femminilità.

L’importanza di una riflessione continua sull’argomento gender-media è fondamentale per avanzare contributi teorici ed empirici dei diversi paesi, scaturiti sia tramite l’esperienza più recente dei gender e media studies, sia attraverso le caratteristiche e le proprietà culturali.

Per garantire l’effettiva efficacia di questo processo innanzitutto è fondamentale analizzare i gender studies che, ancora poco sviluppati in Italia, cercano di esaminare e studiare le questioni legate al genere e alla sessualità dell’individuo. Però, non è da dare per scontato che negli stessi studi di genere ci siano effettivi punti focali su alcune questioni specifiche come quella dell’identità sessuale o delle molteplici categorie di genere. Mettere in discussione la metodologia e la ricerca che si è svolta fino adesso è la chiave per arrivare a migliorare l’operato.

Per questo motivo, uno dei temi centrali che abbraccia tutti i campi e i settori trattati all’interno dei panel è il linguaggio, analizzato non soltanto nella sua forma verbale ma anche in quella non verbale. Il linguaggio che utilizziamo ogni giorno per comunicare e che viene usato nelle varie branche comunicative è la chiave per un’effettiva evoluzione culturale. Tuttavia, nel momento in cui c’è una carenza nell’approfondimento di alcune tematiche trasversali e inerenti agli studi di genere, ci sarà un’altrettanta carenza nella costruzione e nell’utilizzo di un linguaggio più appropriato ed efficace.

Ulteriore importanza è stata data agli stereotipi di genere e a tutti quei modelli pregiudizievoli che possono fomentare e accrescere varie forme di discriminazione e odio, fino ad arrivare a favorire atti di violenza o di abuso. Proprio riguardo a questo tema, è stata data una particolare attenzione alle forme di abuso e discriminazione che le donne subiscono a causa dei pregiudizi di genere sia nella vita privata che in quella lavorativa, in particolar modo nel settore giornalistico e dei media, che causano ancora oggi importanti forme di gender gap.

Le cause di questo divario possono essere individuate in alcuni fattori esterni che includono il modo in cui le norme culturali, sociali e familiari hanno influenzato l’ingresso alle professioni lavorative e l’accesso alle posizioni di leadership. In questo, senza dubbio, un contributo forte è stato dato dalle generazioni precedenti, poiché sono ancora oggi portatrici di stereotipi sociali da cui sono state influenzate, soprattutto riguardanti le donne. Infatti, per molto tempo la donna è stata il soggetto di un ritratto che la dipingeva casalinga e madre perfetta: gli unici due compiti a cui poteva aspirare, poiché lo studio e il lavoro erano considerati non adatti alla sua “natura di donna”.

Per quanto riguarda nello specifico il settore dei media. Per molti anni alle donne non è stato concesso di essere parte attiva nel settore comunicativo. Nel momento in cui però è stato concesso l’ingresso nel mondo dei media il contesto sociale e culturale ha subito profonde trasformazioni. Un esempio eclatante è la radio, un old media attualmente ancora di grande impatto per la comunicazione. Infatti, fino agli anni ’70 le donne sono rimaste fuori da questo settore, senza la possibilità di avere una voce rappresentativa delle questioni femminili. Una volta entrate, però, con il loro contributo sono riuscite a svolgere un ruolo divulgativo e riflessivo sulle disuguaglianze di genere, fondamentale per contrastare il sistema vigente. Dunque, senza dubbio la radio è stata uno dei mezzi che ha saputo cogliere gli orientamenti della società e ha saputo darne espressione.

È proprio a questo vento di innovazione e cambiamento al quale oggi dobbiamo ispirarci per costruire una società migliore, per superare gli ostacoli e le barriere create dai pregiudizi di genere.

Cristina Accardi e Maria Concetta Lammardo

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