Rituel#2 / WATERMOUTH – Il teatro diventa un rito

Rituel#2 / WATERMOUTH – Il teatro diventa un rito

Recherche è un laboratorio artistico, teatro di sperimentazioni, aperto a diversi stimoli, che opera a Testaccio (Roma). Nasce dalla condivisione di un sogno di una regista, Vittoria Faro, e di un architetto, Antonio Pizzola, ispirati dal sodalizio fra Giorgio Strehler e Luciano Damiani nell’esperienza del Teatro dei Documenti a Testaccio. Nel 2019 Recherche ha inaugurato Rituel: una stagione di teatro sperimentale dedicata agli artisti e alle compagnie che fondano la propria ricerca sulla tematica del rito. Da dicembre 2019 a febbraio 2020, verranno presentati cinque spettacoli che portano in scena e analizzano cinque rituali diversi. Il senso del progetto è proprio quello di indagare gli aspetti più profondi e astratti di tradizioni o convenzioni sociali ormai a noi familiari. Il teatro diviene una liturgia, un rituale di ricerca e scoperta. Lo spettatore è invitato a un’esperienza catartica e sovversiva.

Dopo l’appuntamento di Rituel#1 / CENA DI NATALE ( in cui viene messo a nudo il rito familiare legato alle festività), Recherce ritorna con Rituel#2 / WATERMOUTH. Il progetto è realizzato dalla Marcozzi Contemporary Theater (compagnia di teatro berlinese di ricerca) e nasce dalla collaborazione tra il musicista Luis De Cicco e la performer Daniela Marcozzi. Sarà possibile assistervi il 20 e il 21 dicembre alle ore 21:00 e il 22 dicembre alle ore 18:00 ( Viale dell’Acquedotto Alessandrino, 42).

Il rituale, attraverso la fusione di danza e musica, tenterà di indagare la figura della donna-strega nella cultura campana. De Cecchi, infatti, ha condotto una serie di studi socio-antropologici sulla sua città d’origine, Benevento, e si è concentrato principalmente sull’evoluzione dell’immagine della donna. Nella tradizione campana si è passati dall’influenza di divinità esoteriche come Iside a un’immagine di donna crudele e padrona di magia oscura, la strega appunto. Lo spettacolo indaga proprio questa trasformazione, avvenuta nei secoli, e ne ricerca le possibili spiegazioni.

Sicuramente le culture pagane, portatrici di divinità magiche femminili come il culto di Iside, sono state a mano a mano soppresse per la loro libera visione. Le società romana, longobarda, bizantina non potevano accettare che il sesso “debole” avesse un tale potere sulle masse e non potevano tollerare che una figura di donna, libera e potente, potesse essere venerata. Nel XV secolo, in seguito alle prediche di Bernardo da Siena, si decide di sferrare il colpo finale alle sette che veneravano ancora dèi stranieri: le donne furono trasformate in streghe, temute e per questo perseguitate. La magia che prima affascinava i pagani, per i cristiani divenì corrotta e venne sfruttata per sottomettere e svilire le donne.

Attraverso un rito di comunione, sulla scia di quelli che si svolgevano all’ombra del noce, Rituel#2 / WATERMOUTH cerca l’antica connessione dell’uomo con i suoi luoghi, un dialogo con l’invisibile, un ascolto incondizionato. Lo spettacolo diviene un momento per indagare la storia, la religione, la società, ma anche l’uomo stesso e il suo rapporto con lo spazio che lo circonda. Come in una sorta di trance, in cui de Cecchi è il musicista-sciamano e Marcozzi è la danzatrice-adepta, la performance trascina lo spettatore nel luogo dell’assoluto e lo investe di un’esperienza prorompente.

In occasione della manifestazione, si terrà anche il workshop di Daniela Marcozzi: The Urge of Being. L’esperienza, a pagamento, è rivolta a futuri artisti e performer. Si terrà il 19 dicembre 2019 dalle 14 alle 20 e il 20 dicembre dalle 13:00 alle 19:00. Il training è fondato sulla relazione fra biologia-neuroscienze e arti performative. Daniele Marcozzi unisce l’esperienza della training psicofisico grotoswiano che Daniela ha avuto modo di studiare a Berlino con il maestro Peter Rose (allievo di Grotowski) e la teoria della Biochimica delle Emozioni della ricercatrice americana Candace Pert. Grotowski ( 1933 –  1999) è stato un regista teatrale polacco, una delle figure di spicco dell’avanguardia teatrale del Novecento. Nel training grotoswiano, attraverso un attento studio dei fenomeni del corpo, l’attore doveva avere uno scambio con chi lo circondava al fine di raggiungere una maturazione personale. Questo particolare approccio al corpo del performer viene fuso agli studi della Pert, che spiegano il perchè delle emozioni che proviamo attraverso l’analisi di molecole.

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