“Sapienza per la sostenibilità”: incontro all’Ex Mattatoio

“Sapienza per la sostenibilità”: incontro all’Ex Mattatoio
      Intervista a Silvia Serranti

Durante la prima settimana di dicembre (dal 4 al 7), l’Ex Mattatoio a Roma si è impegnato ad ospitare la manifestazione: l’Isola della sostenibilità. Il programma prevede una serie di eventi aperti alle scuole, come ai privati, che sensibilizzino i presenti sulla tematica ambientale. All’interno della manifestazione si è tenuto il workshop: Sapienza per la sostenibilità.

Il dibattito era in collaborazione con la RUS ( rete delle università sostenibili). Il progetto, nato nel 2015, è un’eccellenza italiana e ha lo scopo di coordinare e collegare le varie università sul tema della sostenibilità. La Sapienza Università di Roma, infatti, ha il merito di essersi impegnata, ormai da qualche anno, nella ricerca di soluzioni ecologiche in vari campi.

I sei concetti chiave su cui si fonda la RUS sono: energia, mobilità, cambiamenti climatici, formazione, rifiuti, cibo. Proprio su queste parole chiave si sono sviluppati gli interventi dei relatori, tutti professori collaboratori presso la Sapienza. In particolare: energia, Livio De Santoli; mobilità, Fabio Massimo Frattale Mascioli; cambiamenti climatici, Fausto Manes; formazione, Gianluca Senatore; rifiuti, Silvia Serranti; cibo, Francesco Zecca.

Nonostante la diversità degli argomenti trattati, sono emersi alcuni fili conduttori del discorso. Un sicuro stato di innegabilità riguardo al cambiamento climatico e la necessità di collegare la problematica ambientale ad una problematica sociale, sono state posizioni condivise da tutti. La questione sociale ha avuto grande rilievo all’interno della conferenza, nella sua stretta relazione col problema della sostenibilità. Le soluzioni da attuare in ambito ambientale, infatti, non concernono semplicemente al settore economico o industriale. ll reale cambiamento di rotta deve coinvolgere la società, poiché solo grazie a questa è possibile costruire un futuro più ecologico. L’attuale modello di società da noi costruito contiene numerosissime contraddizioni ed ingiustizie, tali da non permettere lo sviluppo di soluzioni ambientali efficaci. Perciò non bisogna affrontare il problema della sostenibilità riconvertendo vecchi meccanismi, ma piuttosto creando modelli nuovi a cui adeguarsi.

Altro punto in comune, in tutti gli interventi, è stata l’importanza della multi-trans-disciplinarietà. Il termine indica la collaborazione e la coordinazione di varie discipline per il raggiungimento di un fine comune, che in questo caso sono le soluzioni sostenibili. Questo vuol dire che l’unione di branche scientifiche differenti può rappresentare un arricchimento e può portare alla realizzazione di progetti innovativi. Combinare diversi saperi e diverse tecnologie offrirebbe risultati tangibili e permetterebbe di raggiungere traguardi finora inesplorati.

Quarta parola chiave della RSU è “formazione”. E’ stata sin da subito chiara l’importanza di affidare alle nuove generazioni gli strumenti per continuare la strada della sostenibilità. Il professor Gianluca Senatore e il prorettore alle Politiche energetiche, Livio de Santoli, hanno annunciato che c’è appena stata l’inaugurazione di una scuola di formazione gratuita alla sostenibilità per gli studenti dell’università. Nell’ottica in cui l’ambiente diviene una questione sociale, è fondamentale creare una società che si impegni nella giusta direzione e che sappia affrontare la sfida ecologica. La scuola, e più in generale la formazione, hanno lo scopo di dare ai giovani la possibilità di continuare il lavoro di scienziati e studiosi e magari di riuscire in ciò che essi ancora non hanno saputo risolvere.

Dal workshop è apparso che la problematica della sostenibilità ingloba tutti i settori del mondo in cui viviamo; dalla produzione degli oggetti al loro smaltimento. L’incontro aveva lo scopo di abbracciare tutte queste tematiche, creando un dibattito costruttivo, soprattutto rivolto ai giovani studenti. Il tema ambientale al giorno d’oggi è un’urgenza. Il fatto che un’università, nota come la Sapienza, stia investendo tanto sull’argomento, oltre che essere lodevole, è simbolo di grande intelligenza. Simbolo di quella scienza che si attiva per il bene della collettività e soprattutto per il suo futuro.

 

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